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LŽ Università Castrense a San Giorgio di Nogaro
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LŽ Università Castrense a San Giorgio di Nogaro

Con lŽinizio della guerra, lŽesercito incorporò gli studenti universitari.
Le facoltà di medicina si svuotarono, ma i pochi giovani medici si dimostrarono impreparati a svolgere la loro missione nelle immediate retrovie del fronte e negli ospedali da campo.
Né si poteva creare il precedente di rimandare tutti gli studenti del 4 °, 5° e 6° anno nelle rispettive università a ultimare gli studi, senza peraltro avere la certezza che i giovani medici fossero allŽaltezza dei compiti della medicina e chirurgia di guerra.
Il primo che si rese conto di queste condizioni fu il Professor Giuseppe Tusini, ordinario di chirurgia allŽUniversità di Modena, che aveva rinunciato alle mansioni che la sua posizione gli riservava in zona territoriale e aveva avuto la direzione del Servizio sanitario del Secondo gruppo ospedaliero nella III Armata.

A San Giorgio di Nogaro vi erano 8 ospedali con una media di 1.500 malati di tutte le condizioni; lì vicino, a Latisana e a Palmanova, altri 7-8 ospedali militari o civili che raccoglievano già molti medici dŽogni specialità.
Bastò che questi medici fossero anche insegnanti dŽUniversità perché una sezione universitaria potesse costituirsi.
Grazie allŽinteressamento di Elena di Francia Duchessa dŽAosta, il Comando supremo consentì a che si raccogliessero in San Giorgio di Nogaro gli studenti del quinto anno disseminati in zona di guerra.
Sì raccolsero poi i titolari delle cattedre dŽinsegnamento del quinto anno di medicina che prestavano servizio al fronte e i loro reparti divennero cliniche regolari.
Si radunarono intorno altri medici muniti dei titoli legali per lŽinsegnamento allŽUniversità e cosi si costituì un insieme che rappresentava tutti i corsi obbligatori, con gli esercizi pratici relativi, costituenti un quinto anno di medicina.
A San Giorgio dì Nogaro vi erano già costrutti baracche in legno e si costriorono laboratori, mentre il Comune mise a disposizione il palazzo del municipio collegato con passaggi interni ai due ospedali che lo fiancheggiavano.

In due settimane si costruirono due spaziose baracche in legno che servirono da aule, un cascinale fu riattato ad uso di scuola per le malattie speciali.
Il 26 gennaio 1916 uscì il decreto che istituiva i Corsi di medicina e chirurgia nella zona di guerra per gli studenti del quinto e del sesto anno di medicina e chirurgia che si trovano sotto le armi.
Il 14 febbraio iniziarono i corsi di 16 materie per il 5° e 6° anno che si conclusero a maggio.
Gli allievi iniziali furono 365, mentre i malati utilizzati per le lezioni ed esercizi furono fino al 1917 ben 5.977.
LŽinsegnante di anatomia patologica, Professor Antonio Dionisi, fece 245 autopsie davanti agli studenti.

Oltre a Tusini che insegnò chirurgia generale e medicina operatoria, vi furono i professori Maurizio Ascoli per la medicina generale, Angelo Signorelli e Giuseppe Lucibelli per semeiotica medica, Michelangelo Savarè per ostetricia e ginecologia, Gaetano Samperi per clinica oftalmica, Ferdinando De Napoli per dermosifilopatia, Ottorino Rossi per le malattie nervose e mentali, Arnaldo Maggiora per igiene, Antonio Dionisi per anatomia patologica, Attilio Cevidalli per medicina legale, Giovan Battista Allaria per pediatria, Salvatore Citelli per otorinolaringoiatria, Amedeo Perna per stomatoiatria, Carlo Gazzetti per farmacologia, Gino Galeotti e Vittorio Scaffidi per patologia generale, Giunio Salvi per anatomia descrittiva e topografica, Leonardo Dominici per patologia speciale e chirurgica, Francesco Feliziani per patologia medica, Giuseppe Buglia per fisiologia.

A San Giorgio di Nogaro arrivarono complessivamente 832 studenti, di cui 200 al 5° anno e 632 al 6°, se ne laurearono 812.
Il problema degli esami arretrati della gran parte degli studenti – 3.282 esami – fu risolto tra il 1916 e il 1917 con esami in sessione straordinaria sia a San Giorgio che allŽUniversità di Padova (primo biennio).
La Scuola poté contare su una diecina di cliniche e laboratori, compresi quelli di Cervignano e Gradisca, nonché di un Museo traumatologico.
La Duchessa Elena dŽAosta abitava stabilmente a villa Dora, o villa Canciani, e frequentava talvolta anchŽessa le lezioni assieme agli studenti.
A Chiarisacco, dove cŽera lŽospedale n° 8 della Croce Rossa si svolse nel 1917 la cerimonia con la quale suo marito Emanuele Filiberto la insignì della Medaglia dŽArgento al valore.

p.g.
 
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